Gli eventi narrati si ambientano nello Stato del Vermont negli Stati Uniti, precisamente nell’ anno 1959.
Ci troviamo in un contesto storico in
subbuglio tra una mentalità tradizionalista e autoritaria e un’altra
più ‘libertina’ ed emancipata che va fuori dagli schemi
comportamentali tipici della tradizione.
Il professor John Keating insegna in un
collegio rigido e tradizionalista, basato su regole ferree che non
permette ‘scappatelle’.
All’ interno di questo collegio, i
ragazzi studiano con totale dedizione senza via d’uscita, senza
poter distrarsi o praticare le attività a loro care. Questo avviene
perché la mentalità rigida e severa non permetteva pecche, schemi
morbidi e confidenziali come quelli del Prof. Keating. Di ciò i
ragazzi ne risentono e nella figura umana del Prof. Keating ritrovano
la voglia di vivere, di staccare da quel mondo che non gli dà spazi.
Ne è l’esempio Neil Perry, un giovane studente con la passione per
il teatro che pur di non andare contro al padre, che pretende da lui
una totale dedizione allo studio, rinuncia al suo sogno di diventare
attore e si suicida.
Il contesto chiuso, basato su un
autorità quasi arcaica, ci fa comprendere a pieno il bisogno di
evasione, la ricerca di libertà di cui avevano bisogno, e che
ritrovano nel Prof. Keating poiché egli spinge questi giovani delusi
ed amareggiati ad andare oltre il limite, a pensare con la propria
testa.
Lo sviluppo del sé, sé inteso come
rapporto con gli altri, ‘Io con gli altri’, è uno degli elementi
chiave all’interno della narrazione. Non si parla di una ricerca
unilaterale, singola e personale, bensì di una ricerca di sé
stessi negli altri, nella società, per avere un riscontro,
un’approvazione o alle volte un rifiuto da parte della cerchia di
persone a noi legate. L’uomo abbandona così il suo egoismo e
narcisismo.
La realizzazione del sé è guidata da
incontri-scontri tra l’apparire e l’essere, tra quello che tu sei
o che vorresti essere e quello che vorrebbero tu fossi. Si crea così
una sorta di battaglia interiore per capire quale parte di noi stessi
bisogna far emergere, quale verrebbe accettata e quale no. Si tratta
infatti della crisi d’identità adolescenziale tipica della nostra
epoca.
L’andare contro corrente è un altro
aspetto molto rilevante che si può trovare all’interno del film:
l’andare contro, al contrario rispetto alla normalità è una
caratteristica comune a tutti gli adolescenti, alla base della
crescita e dello sviluppo. Questo crea un conflitto; si tratta
principalmente di un conflitto interiore basato su dei cambiamenti
fisici dell’organismo, che avvengono nel periodo conosciuto come
‘pubertà’, ma anche cambiamenti di sviluppo cognitivo.
Questi
cambiamenti creano confusione nella vita del ragazzo che deve
‘verificare sé stesso’, iniziare a prendere in mano il suo
corpo, adeguarsi a come il suo corpo cambia e iniziare a farlo suo.
L’adolescente cerca di evadere, per poter pensare e capire,
cercando di costruirsi una sua indipendenza al dì fuori della
famiglia e trovare un equilibrio tra sé e la società, spesso
adottando comportamenti quasi provocatori nei confronti di coloro che
vorrebbero tenere sotto controllo la situazione, i genitori.
Anche il conflitto con gli insegnanti
ha le stesse caratteristiche del conflitto genitoriale perché alla
base c’è sempre la spinta dell’adolescente a ‘ribellarsi’
all’autorità, uscendo fuori dagli schemi.
Il conflitto è una fase necessaria
nello sviluppo psico-fisico dell’uomo poiché porta a farsi una
propria visone della realtà, una proprio opinione, a rendersi
autonomo e a mettersi in gioco.
Il ruolo del gruppo all’interno della
vita e dello sviluppo dell’uomo è importantissimo perché
l’individuo è un insieme di relazioni, è un essere referenziale
che cerca il proprio riconoscimento negli altri per ricevere conferme
rispetto alla sua idea di sé.
Con il gruppo, essendo formato quasi
sempre da coetanei, ci si confronta, si discute, facendo emergere la
propria opinione ed imparando ad ascoltare un’opinione diversa
dalla propria. Viene a crearsi così una ‘seconda famiglia’, una
complicità che porta a una relazione sociale alla base dello
sviluppo.
La scuola inoltre, è l’istituzione
principale per la formazione dell’individuo che, oltre al ruolo
d’insegnante come ‘strumento razionalistico’, deve creare nei
giovani un senso critico, deve insegnargli a sviluppare un pensiero
autonomo.
Alla base dello sviluppo dell’individuo
sono stati individuati tre diverse tipologie relazionali:
autoritario, autorevole e permissivo.
Il Prof. Keating viene localizzato
nella tipologia permissiva ma in realtà non è proprio così: lui
permette determinate libertà ma anche delle restrizioni e pone delle
regole.
Il metodo relazionale di Keating è
tendenzialmente autorevole perché lui vuole creare nei ragazzi una
naturale autonomia, non vuole conformarli in base alle regole e alla
tradizione. Essi dà valore alle emozioni, all’individuo come
essere singolare, originale. Non è uno tra tanti. Inoltre il Prof.
Keating cerca di liberare la personalità più interna, di scatenare
il loro potenziale creativo.
In contrasto con lui c’è il Prof.
Pritchard e il preside del collegio che sono convinti
dell’infallibilità del metodo autoritario, conformista e rigido,
che molto spesso arriva ad infliggere ai ragazzi delle punizioni
corporali.
Il rapporto tra le tre diverse
tipologie relazionali è visto come se fossero tre aspetti
completamente estranei tra loro, senza nessun punto di contatto ma in
realtà serve un pizzico di ognuna dei tre aspetti, bisogna dosare la
quantità degli vari ingredienti e creare un equilibrio.
FORME: LIBERTà E NECESSITA.
La libertà prende vita nella sua
massima potenza con l’affermazione ‘Carpe Diem’, cogli
l’attimo.
Carpe Diem non è
da intendere come uno svincolarsi alle responsabilità, dai progetti
o dalle ambizioni ma come vivere ogni giorno come fosse l’ultimo,
con passione, facendo scelte consapevoli ma pur sempre scelte. L’uomo
è tale solo se ha la facoltà di scegliere, se ha la libertà di
scelta. La libertà molto spesso entra in contrasto con il contesto
sociale, con i codici culturali, religiosi o politici, che diventano
quasi una necessità. La necessità di adeguarsi al proprio
background sociale si scontra con la libertà di scegliere senza
vincoli e senza restrizioni. Neil Perry è il testimone di questo
scontro tra necessità e libertà: Neil si suicida perché trova
impossibile far coincidere la sua passione per il teatro con il
volere del padre e della sua famiglia. Si suicida perché non sarebbe
riuscito più a sorreggere quella vita non libera, non autonoma, non
scelta ma imposta. La necessità diventa una forma da cui non ci si
può staccare facilmente, così la libertà, intesa come la
possibilità di scegliere, viene negata.
