mercoledì 20 maggio 2015

Il Sè, con Te.


Il Sè, con Te.
 L'atto di disobbedienza, in quanto atto di libertà, è l'inizio della ragione.

Gli eventi narrati si ambientano nello Stato del Vermont negli Stati Uniti, precisamente nell’ anno 1959.
Ci troviamo in un contesto storico in subbuglio tra una mentalità tradizionalista e autoritaria e un’altra più ‘libertina’ ed emancipata che va fuori dagli schemi comportamentali tipici della tradizione.
Il professor John Keating insegna in un collegio rigido e tradizionalista, basato su regole ferree che non permette ‘scappatelle’. 

All’ interno di questo collegio, i ragazzi studiano con totale dedizione senza via d’uscita, senza poter distrarsi o praticare le attività a loro care. Questo avviene perché la mentalità rigida e severa non permetteva pecche, schemi morbidi e confidenziali come quelli del Prof. Keating. Di ciò i ragazzi ne risentono e nella figura umana del Prof. Keating ritrovano la voglia di vivere, di staccare da quel mondo che non gli dà spazi. Ne è l’esempio Neil Perry, un giovane studente con la passione per il teatro che pur di non andare contro al padre, che pretende da lui una totale dedizione allo studio, rinuncia al suo sogno di diventare attore e si suicida. 

Il contesto chiuso, basato su un autorità quasi arcaica, ci fa comprendere a pieno il bisogno di evasione, la ricerca di libertà di cui avevano bisogno, e che ritrovano nel Prof. Keating poiché egli spinge questi giovani delusi ed amareggiati ad andare oltre il limite, a pensare con la propria testa.
Lo sviluppo del sé, sé inteso come rapporto con gli altri, ‘Io con gli altri’, è uno degli elementi chiave all’interno della narrazione. Non si parla di una ricerca unilaterale, singola e personale, bensì di una ricerca di sé stessi negli altri, nella società, per avere un riscontro, un’approvazione o alle volte un rifiuto da parte della cerchia di persone a noi legate. L’uomo abbandona così il suo egoismo e narcisismo.

La realizzazione del sé è guidata da incontri-scontri tra l’apparire e l’essere, tra quello che tu sei o che vorresti essere e quello che vorrebbero tu fossi. Si crea così una sorta di battaglia interiore per capire quale parte di noi stessi bisogna far emergere, quale verrebbe accettata e quale no. Si tratta infatti della crisi d’identità adolescenziale tipica della nostra epoca.

L’andare contro corrente è un altro aspetto molto rilevante che si può trovare all’interno del film: l’andare contro, al contrario rispetto alla normalità è una caratteristica comune a tutti gli adolescenti, alla base della crescita e dello sviluppo. Questo crea un conflitto; si tratta principalmente di un conflitto interiore basato su dei cambiamenti fisici dell’organismo, che avvengono nel periodo conosciuto come ‘pubertà’, ma anche cambiamenti di sviluppo cognitivo. 

Questi cambiamenti creano confusione nella vita del ragazzo che deve ‘verificare sé stesso’, iniziare a prendere in mano il suo corpo, adeguarsi a come il suo corpo cambia e iniziare a farlo suo. L’adolescente cerca di evadere, per poter pensare e capire, cercando di costruirsi una sua indipendenza al dì fuori della famiglia e trovare un equilibrio tra sé e la società, spesso adottando comportamenti quasi provocatori nei confronti di coloro che vorrebbero tenere sotto controllo la situazione, i genitori. 

Anche il conflitto con gli insegnanti ha le stesse caratteristiche del conflitto genitoriale perché alla base c’è sempre la spinta dell’adolescente a ‘ribellarsi’ all’autorità, uscendo fuori dagli schemi.
Il conflitto è una fase necessaria nello sviluppo psico-fisico dell’uomo poiché porta a farsi una propria visone della realtà, una proprio opinione, a rendersi autonomo e a mettersi in gioco.
Il ruolo del gruppo all’interno della vita e dello sviluppo dell’uomo è importantissimo perché l’individuo è un insieme di relazioni, è un essere referenziale che cerca il proprio riconoscimento negli altri per ricevere conferme rispetto alla sua idea di sé.
Con il gruppo, essendo formato quasi sempre da coetanei, ci si confronta, si discute, facendo emergere la propria opinione ed imparando ad ascoltare un’opinione diversa dalla propria. Viene a crearsi così una ‘seconda famiglia’, una complicità che porta a una relazione sociale alla base dello sviluppo.
La scuola inoltre, è l’istituzione principale per la formazione dell’individuo che, oltre al ruolo d’insegnante come ‘strumento razionalistico’, deve creare nei giovani un senso critico, deve insegnargli a sviluppare un pensiero autonomo.

Alla base dello sviluppo dell’individuo sono stati individuati tre diverse tipologie relazionali: autoritario, autorevole e permissivo.
Il Prof. Keating viene localizzato nella tipologia permissiva ma in realtà non è proprio così: lui permette determinate libertà ma anche delle restrizioni e pone delle regole.
Il metodo relazionale di Keating è tendenzialmente autorevole perché lui vuole creare nei ragazzi una naturale autonomia, non vuole conformarli in base alle regole e alla tradizione. Essi dà valore alle emozioni, all’individuo come essere singolare, originale. Non è uno tra tanti. Inoltre il Prof. Keating cerca di liberare la personalità più interna, di scatenare il loro potenziale creativo.
In contrasto con lui c’è il Prof. Pritchard e il preside del collegio che sono convinti dell’infallibilità del metodo autoritario, conformista e rigido, che molto spesso arriva ad infliggere ai ragazzi delle punizioni corporali.
Il rapporto tra le tre diverse tipologie relazionali è visto come se fossero tre aspetti completamente estranei tra loro, senza nessun punto di contatto ma in realtà serve un pizzico di ognuna dei tre aspetti, bisogna dosare la quantità degli vari ingredienti e creare un equilibrio.

FORME: LIBERTà E NECESSITA.
La libertà prende vita nella sua massima potenza con l’affermazione ‘Carpe Diem’, cogli l’attimo.
Carpe Diem non è da intendere come uno svincolarsi alle responsabilità, dai progetti o dalle ambizioni ma come vivere ogni giorno come fosse l’ultimo, con passione, facendo scelte consapevoli ma pur sempre scelte. L’uomo è tale solo se ha la facoltà di scegliere, se ha la libertà di scelta. La libertà molto spesso entra in contrasto con il contesto sociale, con i codici culturali, religiosi o politici, che diventano quasi una necessità. La necessità di adeguarsi al proprio background sociale si scontra con la libertà di scegliere senza vincoli e senza restrizioni. Neil Perry è il testimone di questo scontro tra necessità e libertà: Neil si suicida perché trova impossibile far coincidere la sua passione per il teatro con il volere del padre e della sua famiglia. Si suicida perché non sarebbe riuscito più a sorreggere quella vita non libera, non autonoma, non scelta ma imposta. La necessità diventa una forma da cui non ci si può staccare facilmente, così la libertà, intesa come la possibilità di scegliere, viene negata.