La massima "prima di tutto sii fedele a te stesso" viene pronunciata nell'Amleto di Shakespeare dal ciambellano Polonio (il padre di Ofelia, la donna di cui era innamorato Amleto).
Watzlawick prende come esempio proprio questo personaggio letterario per dimostrare il suo punto di vista, ovvero che questo splendido (all'apparenza) consiglio in realtà conduce all'infelicità, poiché il ciambellano, rimanendo fedele a se stesso, venne ucciso da Amleto mentre origliava da dietro una tenda ed ovviamente nell'esempio in questione la morte equivale all'infelicità.
L'autore crede che la maggior parte delle massime solipsistiche, che ignorano le relazioni, elaborate dal buon senso e dall'etica, portino l'uomo che le segue sulla strada dell'infelicità, ma questa qui in esame in particolare, poiché coloro che la impostano come regola della loro vita finiscono per essere convinti del fatto che non ci sia nessun'altra visione del mondo giusta se non la propria.
Queste persone non accettano il mondo quale esso è, rifiutano a prescindere la realtà perché "sbagliata" in confronto alla loro visione (unica vera e giusta).
Queste persone non accettano il mondo quale esso è, rifiutano a prescindere la realtà perché "sbagliata" in confronto alla loro visione (unica vera e giusta).
Watzlawick distingue due gruppi di persone: i dilettanti e gli esperti.
I primi prima o poi finiscono con l'adeguarsi alla realtà così come è e sono definiti dilettanti perché non desiderano così fortemente l'infelicità; i secondi, invece, continueranno la loro battaglia contro tutto, opponendosi al destino e lo psicologo li definisce esperti poiché pare che essi aspirino più di ogni altra cosa all'essere infelici.
Come dice una massima dell'antica Roma citata dall'autore stesso, il fato li trascinerà via.
I primi prima o poi finiscono con l'adeguarsi alla realtà così come è e sono definiti dilettanti perché non desiderano così fortemente l'infelicità; i secondi, invece, continueranno la loro battaglia contro tutto, opponendosi al destino e lo psicologo li definisce esperti poiché pare che essi aspirino più di ogni altra cosa all'essere infelici.
Come dice una massima dell'antica Roma citata dall'autore stesso, il fato li trascinerà via.
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