"Nella Bibbia (Genesi) la moglie di Lot, nipote di Abramo, in fuga dalle città depravate di Sodoma e Gomorra che stanno per essere distrutte da Dio con una pioggia di zolfo e fuoco, contravviene all’ammonimento di non voltarsi indietro e viene trasformata in una statua di sale."Nonostante l’ammonimento dell’angelo alla moglie di Lot di non voltarsi indietro, la donna si volta e viene trasformata in una statua di sale.
Questa metafora ci spiega come nonostante avesse avuto la possibilità di salvarsi, la voglia di guardare al passato, cioè a ciò che ci lasciamo alle spalle nel momento di un cambiamento, di una novità, come può essere in questo caso la fuga, l’uomo ha la costante tendenza di guardare ciò che è perso, ciò che ormai non c’è più.
Nel caso della moglie di Lot, questo ha portato alla perdita della vita.
Eliminando la componente biblica, possiamo arrivare alla conclusione che l’uomo stesso va a procurarsi da solo la sua dose di infelicità, non guardando con ammirazione e gioia al futuro, a ciò che di bello ha davanti (come la salvezza), bensì a ciò che non tornerà più, a ciò di cui è stato privato, creando così quell’infelicità che non si sarebbe creata se avesse pensato a godersi il momento presente e realizzando un ambizioso pensiero sul futuro.
La Repubblica - Paura e incertezza del futuro, così nascono ansia e panico.
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